Chiusa la sessione di calciomercato invernale 2022, per le squadre di Serie A è il momento di fare i bilanci, mettere insieme le tessere del puzzle per poi iniziare la rincorsa verso il rush finale di campionato. Tanti sono stati i colpi di scena di questo pazzo gennaio e tante le sorprese, soprattutto tra le squadre presenti nella parte alta della classifica. L’unica squadra che in verità non si è quasi per nulla mossa è stata il Milan, che ha registrato solo l’ingresso del giovane Lazetic dalla Stella Rossa di Belgrado, preferendo mantenere solide le casse e investire solo l’estate prossima quando i conti saranno più in ordine e si avrà maggiore spazio di manovra. Dall’altra parte del Duomo, invece, la formazione nerazzurra dell’Inter è tra le squadre di A che si sono rinforzate di più. In particolare con i due colpi a sorpresa di Caicedo ma soprattutto dell’esterno dell’Atalanta Gosens che è andato, così, a rinforzare una rosa già estremamente competitiva. Bene anche il Napoli che piazza un solo colpo ma importantissimo come Tuazembe, in prestito dal Manchester United.

Chi ha invece veramente stupito è stata la Juventus, che si è imposta come regina del mercato con gli acquisti di Vlahovic e Zakaria. Per il primo il club bianconero ha fatto un investimento molto importante, per un complessivo esborso di 70 milioni, mentre il centrocampista è stato un ottimo colpo low cost anche in prospettiva futura. Entrambi, comunque dei grandissimi colpi di mercato che rimettono in pista la squadra in ottica campionato ma che incidono anche sulle quote sul passaggio del turno in Champions grazie ad una formazione ora ancora più competitiva anche a livello europeo. I bianconeri hanno decisamente cambiato volto.

Per quanto riguarda le squadre a metà classifica bene ha fatto la Roma che ha sempre lamentato una rosa corta nei ricambi. Così nel mercato di gennaio ha deciso di cercare e mettere a segno grandi colpi per risollevare le sorti della squadra, ingaggiando due giocatori di sicuro valore come il prolifico centrocampista, in prestito dal Porto ma con opzione di acquisto, Sergio Oliveira e l’esterno, giocatore estremamente duttile, Maitland-Niles.

Voto sufficiente anche per la Fiorentina che è vero che ha ceduto il suo campioncino Vlahovic, ma è anche vero che ha messo in tasca una plusvalenza importantissima. Parte di quei soldi sono stati reinvestiti negli acquisti di Cabral e Piatek, due soluzioni che danno peso all’attacco, e di Ikoné, giovane centrocampista ex Lille che può davvero irrompere nelle tattiche viola dando una svolta alla squadra e liberandola dalla dipendenza dell’ex attaccante serbo.

In fondo alla classifica le squadre di A che si sono rinforzate di più troviamo sicuramente la Sampdoria e la Salernitana. I blucerchiati hanno cambiato allenatore, ritrovando Marco Giampaolo e la necessità di tirarsi fuori dalla lotta per non retrocedere. Il club così, si è assicurato l’esperienza di Rincon, la voglia di riscatto di Conti, in arrivo dal Milan, il desiderio di conquistare il calcio che conta di Magnani e Sabiri, la scommessa di Soupryaga ma soprattutto la forza, l’esperienza e la qualità di Stefano Sensi che finalmente ritroverà una certa continuità.

La Salernitana invece, cambiato presidente, ha cercato di rivoluzionare la squadra anche con colpi disperati, jolly e scommesse. Il Ds Sabatini è riuscito a portare in Campania nomi del calibro di Fazio, Perotti, Sepe e Verdi, tutti elementi con una certa esperienza in Serie A che non avrebbero avuto spazio nelle grandi squadre e che nelle piccole possono fare la parte del leone.

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