In che modo la pandemia di COVID-19 ha influito sulla nostra sessualità? I sondaggi parlano chiaro: una persona su 4 ha sperimentato il sesso virtuale per la prima volta durante il lockdown.

E’ un dato di fatto, la pandemia ha stravolto le nostre abitudini sociali. Tutti i paesi del mondo hanno imposto restrizioni di viaggio, coprifuoco e divieti di contatto e tutti i luoghi pubblici non essenziali sono stati chiusi. Tutto ciò sta colpendo il benessere delle persone. Molteplici fattori di stress stanno caratterizzando le nostre vite quotidiane: l’isolamento domestico, la mancanza di movimento e di contatto sociale, la perdita di lavoro e i problemi economici, la paura nei confronti di un possibile contagio. Tutto è cambiato, compreso il nostro modo di relazionarci con gli altri. E ciò riguarda anche la sessualità. Fare sesso con persone esterne alla famiglia rappresenta infatti un rischio significativo di trasmissione di SARS-CoV-2, per via delle goccioline respiratorie che vengono scambiate durante l’intimità fisica. Questa condizione ha fatto spopolare nuove modalità di interazioni sessuali.

Crescono le interazioni sessuali mediate dalla tecnologia

Nel 2020 si è registrato un significativo aumento delle interazioni sessuali mediate dalla tecnologia. Si tratta di pratiche in uso già dagli anni ’90, ai quali ci si riferisce solitamente con termini quali cybersex, sesso virtuale, sesso elettronico o, più recentemente, sexting. In considerazione dei divieti di contatto del coronavirus, un numero crescente di persone è ricorso all’ausilio degli strumenti tecnologici per soddisfare le proprie pulsioni sessuali. Le persone hanno cominciato a praticare sesso in chat e sesso in cam, sfruttando strumenti tecnologici quali webchat, sistemi di messaggistica e videoconferenza. Secondo un recente sondaggio effettuato dal noto sito chat-sex.it, (chat erotica gratis fra le più frequentate d’Italia), il 25% degli utenti della community dichiara di aver sperimentato il sesso online per la prima volta proprio durante il primo lockdown.
Un’altro dato significativo riguarda il numero di utenti attivi, che a Gennaio 2021 è cresciuto del 110% rispetto a Gennaio 2020.

I benefici del sesso virtuale!

In passato il sesso online è stato spesso disapprovato e persino dichiarato un comportamento deviante, ma tutti gli esperti adesso concordano nel considerarlo un eccellente comportamento di prevenzione della malattia. Oggi le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo raccomandano il sesso telefonico e online come alternative agli appuntamenti sessuali di persona. Addirittura la  International Society for the Study of Women’s Sexual Health (ISSWSH) ha dichiarato che “Il sesso online è ad oggi l’unica pratica sessuale “veramente sicuro”.

Una nuova educazione sessuale

In tempi di pandemia, è richiesta quindi un’educazione sessuale specifica sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista prettamente sessuale. Il lato tecnico del sesso online richiede conoscenze e abilità riguardanti la selezione dell’attrezzatura necessaria e l’utilizzo di piattaforme appropriate (ad esempio chat erotiche sicure o sistemi di videoconferenza come Zoom, Skype ecc.). Il lato sessuale invece richiede conoscenze e abilità su come esprimere desideri e fantasie sessuali in modo interattivo e consensuale con altre persone attraverso testo, immagini, audio e video. Nonostante i numeri in ascesa, la stragrande maggioranza della popolazione italiana purtroppo non dispone dei giusti mezzi culturali per approcciarsi in maniera sana e sicura a questo nuovo fenomeno. Ad essere più svantaggiate sono soprattutto le persone non più giovanissime o magari affette da disabilità, le quali non hanno la possibilità di conoscere questi nuovi metodi del piacere, pertanto continuano a praticare sesso esponendosi al contagio.

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