L’Italia ha una forte vocazione culinaria e ogni regione vanta sempre il miglior prodotto in una contesa a 20 di regioni dove difficilmente qualcuno può tirarsi indietro. Anno dopo anno le sagre di paese e di città, o veri e propri villaggi costruiti e dedicati al buon cibo al vino e ai prodotti tipici. Non ha fatto eccezione l’estate 2018 che anzi conferma il trend e ne registra un aumento su tutto il territorio. Il carattere locale e la difesa del territori  ruotano attorno ai piatti come tutta la produzione di agristorecosenza.  La sagra si connota originariamente per la dimensione religiosa; le sagre erano innanzitutto dei momenti di comunione tra uomini e sacro.

Le feste popolari e le sagre dell’antichità venivano celebrate davanti ai templi o, in epoca cristiana, alle chiese (da cui deriva il termine sagrato delle chiese). I vari momenti dell’anno (l’inverno, la primavera, la mietitura, la vendemmia) venivano celebrati con feste religiose, ad esempio, per ringraziare la divinità o per propiziarsi la bella stagione.  Durante le feste dell’antichità venivano spesso effettuati sacrifici animali, oppure offerte di prodotti della terra, che venivano poi consumati dalla comunità intera. Questo rito simbolico originario rimane come traccia anche oggi nelle diverse sagre gastronomiche che ruotano attorno a un piatto tradizionale regionale o locale. L’Italia è costellata ancora oggi di feste tradizionali e sagre in ogni periodo dell’anno.

Ormai in Italia è impossibile anche contarle ma si parte dal numero minimo di 8000 almeno quanti sono i comuni del bel paese che tra formaggi, castrati, carni e polente si rifugia nella tradizione dei paesi dei ricordi di chi torna, della genuinità e della difesa di un mondo che guarda alla globalizzazione, intervenendo sul inversione del trend e apprezzare i gusti genuini e cari del passato.

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