Il forzato uso delle tecnologie dovuto alla pandemia sta esponendo uomini e ragazzi gay ad estorsioni da parte di cyber-criminali

In tempo di pandemia, i servizi di incontri online hanno subito un enorme impennata, specialmente per la comunità LGBT, di cui spesso fanno parte persone fragili e insicure, già vessate da una società bigotta e discriminante. Secondo un recente sondaggio della community gay-chat.it: il 10% degli utenti in chat dichiara di aver ricevuto minacce e richieste di denaro in seguito a sessioni di videochat nell’ultimo anno.

Adescamento, minacce ed estorsioni

L’iter dei cybercriminali è noto alle unità di analisi del crimine telematico. I predatori del web sono soliti filmare sessioni di sexting o sesso in cam senza il consenso delle vittime, per poi estorcere denaro minacciando la diffusione del materiale prodotto.

Le vittime sono uomini e ragazzi comuni

Le vittime preferite sono uomini e ragazzi gay, troppo fragili e timidi per relazionarsi in maniera con gli altri in maniera convenzionale. Spesso si tratta di studenti universitari e impiegati, liberi professionisti e talvolta imprenditori, che non hanno fatto coming out per paura del giudizio altrui, pertanto si trovano a sfogare le proprie pulsioni sessuali online, cadendo vittima di malintenzionati.

Un fenomeno in crescita a causa del COVID

Questo genere di estorsioni esistono da anni, ma stanno crescendo notevolmente proprio a causa del lockdown. La Pandemia, di fatto, ha sdoganato le interazioni sessuali mediate dalla tecnologia. Queste nuove forme di “relazionamento” si stanno sostituendo al sesso occasionale, in quanto azzerano il rischio di trasmissione del virus da un soggetto all’altro, tuttavia stanno esponendo migliaia di persone a pericoli poco conosciuti.

Serve una rieducazione culturale e sessuale…

Estorsioni e sostituzioni di persona sono purtroppo fenomeni molto diffusi nelle chat online. La nostra community è particolarmente attiva nella lotta contro i cybercrimini e fin dalla sua creazione ha collaborato quotidianamente con le forze dell’ordine, mettendo a disposizione informazioni, dati e competenze.
Il fenomeno del sesso virtuale, specialmente in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo, non va necessariamente demonizzato. Tuttavia bisognerebbe attuare una campagna di sensibilizzazione e rieducazione sessuale, presentando pro e contro delle moderne metodologie di relazionamento. Dibattiti e attività potrebbero concretamente informare e formare i diretti interessati rendendoli meno esposti ai pericoli.
Dal canto nostro, continueremo a fare il massimo per mantenere la nostra community sicura e tranquilla, intensificando la moderazione in chat e fornendo assistenza per la denuncia di abusi.

 

Queste sono state le parole di commento da parte degli amministratori del sito gay-chat.it, che hanno sicuramente offerto uno spunto interessante per la lettura del fenomeno. E’ facile puntare il dito contro le vittime accusandole di “essersela andata a cercare”, ma dove finiscono le loro responsabilità? E dove iniziano le responsabilità di una società che ancora oggi dimostra un certo livello di arretratezza culturale? Lasciamo a voi lettori i commenti.

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