Conferenza stampa per la cattedrale di Nuoro

L’architetto Ziranu ha esposto il suo progetto  per il restauro della cattedrale”Stiamo finendo di analizzare i curriculum delle imprese, predisporre gli ultimi dettagli del cantiere e poi partiremo. Saranno lavori in totale trasparenza che potranno essere controllati da tutti […] La Cattedrale di Nuoro – ha detto il professionista – rappresenta un pezzo importante della storia della città e il nuovo progetto sarà in armonia con le forme originarie neoclassiche e più adeguato ai dettami del Concilio Vaticano II. Tutto questo sarà possibile grazie al ritrovamento di antichi elementi del vecchio altare (come i gradoni basamentali, le colonne corinzie e il cupolino) che componevano la prima conformazione e che ora permetteranno di ricostruire l’opera così com’era nell’800. Si tratta di un lavoro di recupero degli elementi architettonici e la ricomposizione della forma originaria dell’altare del Galfrè, tramite l’assemblaggio in modo filologico delle parti, come richiesto dalla Soprintendenza” […] Nuoro – ha continuato Ziranu – nel 1800 si trova al centro di un movimento artistico e culturale che ben si sposa con l’esigenza da parte della dinastia Sabauda di rendere più lussuosi gli edifici religiosi. La posa della prima pietra della Cattedrale di Santa Maria della Neve risale al novembre del 1836 ma la chiesa fu consacrata solo nel luglio del 1873. A rallentare i lavori di costruzione, la morte del frate-architetto Antonio Cano, precipitato dai ponteggi. A completare l’altare maggiore fu quindi un suo discepolo: l’architetto piemontese Giacomo Galfrè. Nel 1932 l’altare neoclassico originario viene smontato, ampliato e trasformato, utilizzando parte del materiale originario. Tra il 2000 e il 2006 sempre l’altare è oggetto, ancora una volta, di interventi: viene rimosso il tabernacolo con lo spostamento di alcuni pezzi originali che vengono tolti e alienati. L’ordine neoclassico in questa operazione non c’è più – ha aggiunto il professionista – Si lavora in assenza di un progetto. I pezzi originali vengono ritrovati solo nel 2016 in un terreno di proprietà della curia e, dopo essere stati catalogati, vengono messi in sicurezza. Ora serviranno per il nuovo restauro […] Con la nascita della Diocesi c’era stata l’esigenza di creare un nuovo edificio di culto, maestoso e importante – ha proseguito Maria Paola Dettori, storica d’arte e funzionario della Soprintendenza per i Beni architettonici e storico artistici di Sassari –. Negli anni però, questa chiesa ha subito interventi anche poco felici, durante i quali si è rischiato di perdere pezzi importanti della storia della città. Ma ora – ha concluso la funzionaria della Soprintendenza – credo che questo progetto darà tanti risultati”

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