Non tutti lo sanno, ma la città di Firenze può vantare un vero e proprio gioiello per gli amanti della botanica, ovvero il suo orto botanico.

La storia dell’Orto Botanico di Firenze

L’Orto Botanico di Firenze, chiamato anche Giardino dei Semplici, è il secondo orto botanico al mondo per antichità e fu infatti creato nel lontano 1545 per volere del duca Cosimo I de’ Medici, desideroso di creare una struttura d’avanguardia da mettere a disposizione degli studenti di medicina.

La fondazione di quest’orto botanico è stata curata dal medico e botanico Luca Ghini, il quale solo pochi anni prima aveva fondato nella vicina Pisa, presso la cui università era insegnante di botanica, l’orto botanico denominato Orto dei semplici.

Su Wikipedia è riportata un’interessante citazione di Ghini risalente al 1543 in cui parlava appunto del progetto di realizzare un orto botanico in quel di Firenze affinché gli studenti potessero studiare e imparare a riconoscere specie vegetali di ogni parte del mondo, dunque abituate a vivere con le condizioni climatiche più disparate.

L’ambizioso progetto giunse a compimento e Firenze poté così pregiarsi di una struttura di altissimo livello, un vero e proprio vanto nazionale, la quale è stata sempre ottimamente equipaggiata con strutture e tecnologie di massima avanguardia per ogni epoca.

Una fase storica molto importante per l’Orto Botanico di Firenze avvenne inoltre nei primi anni del Settecento, quando il botanico Pier Antonio Micheli, ricordato come il fondatore della micologia moderna, rese quest’orto un centro di ricerca di rilevanza internazionale, fondando peraltro nel 1716 la Società Botanica fiorentina.

In tempi ben più recenti, ovvero il 2014, l’orto botanico ha purtroppo dovuto fare i conti con la forte tempesta di grandine abbattutasi su Firenze nel mese di settembre: nell’occasione si registrarono danni sia al patrimonio vegetale che ad alcuni elementi strutturali del centro, in particolar modo per quel che riguarda le serre.

Un’attrazione da non perdere se si visita Firenze

Oggi l’Orto Botanico di Firenze è uno dei luoghi più affascinanti della città, una meta che probabilmente esula dagli itinerari turistici canonici, ma che merita assolutamente di essere scoperta.

Giardino dei Semplici è un luogo visitabile e aperto al pubblico, ovviamente al netto delle chiusure e delle restrizioni anti-covid attualmente attive in tutta Italia ed appartiene al Sistema Museale d’Ateneo dell’Università degli Studi di Firenze; per informazioni ufficiali su aperture, tour e quant’altro si rimanda alla pagina ufficiale dell’ateneo fiorentino.

Cosa custodisce l’orto botanico fiorentino

La quantità di specie vegetali custodite nell’orto botanico è davvero enorme: la notevole estensione del medesimo, pari a 2,3 ettari, accoglie circa 9.000 diversi esemplari di piante, una cifra davvero considerevole se la si rapporta al patrimonio medio custodito da altri orti botanici italiani e non.

Si tratta di piante provenienti da ogni parte del mondo, alcune delle quali hanno esigenze climatiche molto specifiche e, per questo motivo, necessitano non soltanto di serre ma anche di cure particolari da parte degli addetti.

Non mancano piante velenose, carnivore, specie esotiche molto rare, senza trascurare antichissimi alberi secolari, su tutti il Tasso, il quale fu piantato nel giardino dell’orto addirittura nel 1720.

La presenza di un laghetto consente inoltre al Giardino dei Semplici di ospitare anche delle specie acquatiche.

Come si può ben immaginare, inoltre, questa così ricca e particolare presenza di piante rende il Giardino dei Semplici una vera e propria oasi per la fauna: non è affatto raro, infatti, imbattersi in varie specie di uccelli, di scoiattoli o di insetti.

Questi sono solo alcuni dei “segreti” racchiusi nell’Orto Botanico di Firenze, un vero e proprio vanto per la città toscana che ha probabilmente ispirato tanti professionisti del settore come il noto giardiniere di Firenze Tiziano Codiferro.

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