Da poche ore i genitori di Matteo Renzi si trovano agli arresti domiciliari a Rignano sull’Arnosi provincia di Firenze, per bancarotta fraudolenta e false fatture.

Laura Bovoli e Tiziano Renzi i genitori di Matteo Renzi

Laura Bovoli e Tiziano Renzi i genitori di Matteo Renzi sono stati arrestati insieme a Gian Franco Massone, vicepresidente di una delle coop. Le tre persone sono state incriminate per atti amministratori di tre società cooperative, due delle quali dichiarate fallite diversi anni fa.

Bancarotta fraudolenta e false fatture fra il 2013 e il 2018

Le tesi di reato discusse fanno riferimento, fra il 2013 e il 2018, di fatture false per manovre inesistenti all’interno di una delle società e, dall’altro, un’ipotesi di bancarotta fraudolenta che sarebbe stata svolta per altre due società.

L’ex premier Matteo Renzi ha annullato la presentazione del suo libro

L’ex premier Matteo Renzi ha annullato la presentazione del suo libro “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani’, pubblicato da Marsilio, al Circolo della Stampa di Torino. La comunicazione ai giornalisti per la disdetta dell’incontro, dopo che si è divulgata la notizia degli arresti domiciliari dei genitori di Renzi, è stata data agli organizzatori.

Il messaggio di Matteo Renzi su Facebook

«Adesso chi crede nella giustizia aspetta le sentenze. Io credo nella giustizia italiana e lo dico oggi, con rispetto profondo, da servitore dello stato. Arriveranno le sentenze e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano – oggi, casualmente proprio oggi – questo provvedimento. Arriveranno le sentenze e misureremo la credibilità delle accuse. Arriveranno le sentenze e vedremo chi è colpevole e chi no».

«Da rappresentante delle Istituzioni difendo lo Stato di diritto e chiedo a tutti di credere nella giustizia. Da figlio sono dispiaciuto per aver costretto la mia famiglia e le persone che mi hanno messo al mondo a vivere questa umiliazione immeritata e ingiustificata. Se io non avessi fatto politica, la mia famiglia non sarebbe stata sommersa dal fango. Se io non avessi cercato di cambiare questo paese i miei oggi sarebbero tranquillamente in pensione».

«Dunque mi sento responsabile per il dolore dei miei genitori, dei miei fratelli, dei miei figli e dei miei nipoti. I dieci nipoti sanno però chi sono i loro nonni. Sanno che possono fidarsi di loro. E sanno che ciò che sta avvenendo è profondamente ingiusto. Ma voglio che sia chiaro a tutti che io non mollo di un solo centimetro. La politica non è un vezzo personale ma un dovere morale».

«Se qualcuno pensa che si possa utilizzare la strategia giudiziaria per eliminare un avversario dalla competizione politica sappia che sta sbagliando persona. Non ho mai avuto così tanta voglia come stasera di combattere per un Paese diverso e per una giustizia giusta. Chi ha letto le carte dice che di questa storia si parlerà a lungo e che siamo davanti a una decisione assurda. Io non ho letto le carte, aspetto le sentenze. So però ciò che hanno fatto in questi anni alla mia famiglia. E mi basta per dire che non accetteremo nessun processo nelle piazze o sul web. I miei genitori si difenderanno in aula, come tutti i cittadini. Io continuerò a combattere per questo Paese, forte della mia onestà. Forte delle mie idee. Forte dell’affetto di tanta gente che sa perfettamente che cosa sta accadendo».

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