Dopèo aver messo i quattro euro per l’indennità di rischio, vengono dopo poco tolti per mancanze di risorse. “Mentre la stessa Asl decide di farsi carico e indebitarsi per i prossimi 25,5 anni di una rata annuale di 15 milioni di euro per il “capriccio dalfonsiano” del Project Financing che non ha ragioni di esistere, arriva un provvedimento a firma del Direttore Generale, Pasquale Flacco di una gravità inaudita che conferma e certifica tutte le mie preoccupazioni e di come la Asl di Chieti sia da tempo nel caos più totale con bilanci in forte perdita”. si legge nel documento firmato da Flacco si legge, “Purtroppo questa aziendaè impossibilitata a dare attuazione all’accordo per mancanza di copertura finanziaria dei relativi costi, presupposto fondamentale per il corretto esercizio dell’azione amministrativa. Nonostante abbia valutato diverse alternative ed intrapreso diverse iniziative, allo stato appare insormontabile la mancanza di risorse utilizzabili per l’attività ambulatoriale”. Flacco ricorda che ad aprile aveva richiesto in modo specifico alla Regione Abruzzo l’aumento del budget annuale assegnato alla ASL per la medicina convenzionata “ma ad oggi non è arrivato nessun riscontro”. “Quindi, se ieri i pazienti potevano ricevere le prime cure ambulatoriali (medicazione, endovenose, intramuscolo, fleboclisi ecc..) presso gli ambulatori attrezzati,  da oggi invece dovranno recarsi obbligatoriamente presso il Pronto Soccorso aumentando disagio, file, lungaggini e disservizi», denuncia Febbo. «Praticamente con questa assurda, inspiegabile e inaccettabile decisione i pazienti andranno ad ingolfare ed affollare i Pronto Soccorsi dove abbiamo già una situazione intollerabile con operatori sanitari al collasso per la gran mole di lavoro da svolgere e per mancanza di personale, strutture ed attrezzature idonee nonché la mancanza cronica di medicinali”.​

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