Ad Asti nasce “la casa delle donne e dei bambini” in un ex magazzino comunale, riistrutturato in viale Piloni. Questa struttura accoglierà donne senza una dimora e in condizioni sociali precarie. Di mamma con figli che vivono in situazioni di disagio come uno sfratto, in questa struttura si cerca di reinserire queste persone nel sociale e nol portarle all’autonomia. “Una struttura realizzata in rete, con nodi stretti – precisa l’assessore Mariangela Cotto (Politiche sociali) – Il nodo con l’Asl (prima con il direttore Ida Grossi, oggi con il suo successore Mario Alparone), con la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, con Banca del dono e associazione Il Dono del Volo (rappresentata da Giorgio e Caterina Calabrese), con la Commissione Pari Opportunità, con parrocchie centri di ascolto, con le suore (della Pietà, di via Zangrandi, della Mazzarello, della Purificazione), con club di servizio e associazioni, e con tanti cittadini”.   “Finora Asti aveva a disposizione solo il centro di accoglienza maschile – commenta il sindaco Rasero – Purtroppo abbiamo conosciuto la difficoltà di molte donne, ed era necessario dare una risposta concreta e in tempi rapidi: abbiamo lavorato per accelerare i tempi di questo ambizioso progetto». Ma la «Casa delle donne e dei bambini» non è soltanto accoglienza: “Non si ferma all’assistenza – aggiunge l’assessore Cotto – la “Casa”, è un’opportunità per le donne meno fortunate: per ognuna di loro sarà avviato un progetto di sostegno e di reinserimento sociale”. “Questo progetto – aggiunge il questore – può aiutare a rendere Asti un luogo più sicuro». Benedizione della casa e conclusioni del vescovo Ravinale, con l’augurio «che dormitori e case diventino inutili”.

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