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Aumentano le gravidanze da stupro negli Usa, ma il governo non permette l’aborto

diritto all'aborto
Negli Stati Uniti con le restrizioni sull’aborto si contano moltissime gravidanze seguite a stupri.
(Fonte: depositphotos.com) – Cronacalive.it

Stati non abortisti: la politica sul corpo delle donne

L’utero è mio e lo gestisco io. Questo lo slogan delle femministe che negli anni Settanta si autodeterminavano e si scagliavano contro chi attuava politiche di restrizione in merito all’aborto. Oggi, nonostante ci illudiamo di aver fatto grossi progressi come società, sguazziamo ancora in un’arretratezza culturale spaventosa e lo spauracchio dell’aborto è solo una delle dimostrazioni di quanto le disparità di genere e l’oggettificazione del corpo femminile siano all’ordine del giorno.

Negli Stati Uniti esiste la legge Roe vs Wade del 1973 a disciplinare le modalità in cui è consentito effettuare un’interruzione di gravidanza. A giugno 2022 però la Corte suprema, con un provvedimento che è stato molto contestato dalle cittadine americane e anche all’estero, ha abrogato questa decisione e ha fatto in modo che si potesse oltrepassare la sentenza Roe v Wade facilmente.

In tal modo si è lasciato campo libero agli stati singoli che autonomamente hanno potuto decidere se l’aborto fosse legale o meno. Da quando ciò è entrato in vigore ben 14 stati hanno vietato l’aborto sempre, senza prevedere nemmeno delle eccezioni per casi estremi.

Lo studio della ong dimostra l’aumento delle gravidanze da stupro

Planned Parenthood of Montana è una Ong che si occupa del diritto delle donne ad abortire, ha condotto uno studio per monitorare lo sviluppo della situazione negli Stati Uniti da quando c’è stata l’abrogazione dell’obbligo di sottostare alla Roe Wade. Da quanto si evince nella loro ricerca, i casi di gravidanze indesiderate poiché frutto di stupri sono aumentate vertiginosamente dal 2022 a oggi. Hanno in effetti raggiunto la quota di 65.000, una cifra agghiacciante se si considera che la ricerca si è focalizzata solo sui 14 paesi interessati dal passo indietro verso l’aborto.

Incrociando i dati dei centri di prevenzione delle malattie con quelli delle autorità in merito ai casi di stupro, è venuta fuori una correlazione aberrante. Inoltre pare che ben il 90% delle donne che non hanno potuto abortire rientrassero proprio in quei casi che normalmente avrebbero concesso loro la possibilità dell’interruzione di gravidanza, a causa della violenza carnale subita.

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Dal 2022 peggiora la situazione negli Usa: 65mila gravidanze frutto di stupro.
(Fonte: depositphotos.com) – Cronacalive.it

La situazione in Italia

In Italia purtroppo la situazione non è ugualmente delle migliori. La legge n. 194 che consente l’interruzione volontaria di gravidanza è una norma molto datata e andrebbe rivista e ampliata. La deriva falso-cattolica che il nostro paese sta però intraprendendo non promette bene. Difatti le associazioni pro-vita ottengono sempre più fondi statali e il futuro prossimo sembra essere costellato solo dai family day.