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Gaza, nessuna ipotesi su chi abbia bombardato l’ospedale di Al Ahli: Israele e Palestina si accusano a vicenda

Al Ahli hospital in Gaza 18 October 2023
Al Ahli hospital in Gaza 18 October 2023 (ANSA) – CronacaLive.it

La tremenda esplosione nell’ospedale Al Ahli a Gaza ha sconvolto l’Occidente, mentre Israele e Palestina continuano ad accusarsi a vicenda.

La conferenza stampa organizzata dal Ministero della Salute della Striscia di Gaza nel cortile dell’ospedale Al Ahli, ha sicuramente avuto l’effetto mediatico desiderato. Difficile restare impassibili di fronte alle foto pubblicate, ai dottori sopravvissuti che parlano in mezzo a decine di cadaveri attorno, in mezzo a bambini che sembrano soltanto addormentati, quando in realtà il loro cuore ha smesso di battere da molte ore. 

 

 

Israele e Palestina continuano ad accusarsi a vicenda, e al momento è impossibile stabilire cosa sia accaduto, cosa abbia scatenato questa esplosione così devastante in uno dei pochi posti, che, gli stessi medici che lavorano al suo interno, ritenevano “sicuri”, persino in un contesto di guerra.

C’è anche un video che è stato diffuso sui social dal New York Times in cui è possibile osservare l’esatto momento in cui l’ospedale Al Ahli viene colpito da questa tremenda esplosione. Ma si tratta di un filmato che non permette di capire cosa e chi abbia colpito d’improvviso l’edificio. Sicuramente si tratta di uno di quegli episodi di guerra così violenti da segnare un prima e un dopo nel conflitto, anche all’interno di quegli stessi israeliani che fino ad adesso hanno supportato la decisione del governo di dare inizio ai bombardamenti su Gaza.

Illuminante in tal senso l’editoriale pubblicato subito dopo dalla giornalista israeliana Ziv Stahl su Haaretz.

La donna, che ha vissuto in prima persona l’attacco a Kfar Aza, ha lanciato  una preghiera al suo popolo. Smettere di sostenere questo bombardamento indiscriminato sulla Striscia di Gaza, in cui la vita degli innocenti che vivono in quel confine non sembra più valere nulla per il governo israeliano, che anzi li accetta con assoluta tranquillità come morti collaterali di una guerra inevitabile.

Ma proprio queste stragi di innocenti, spiega la giornalista, non sono la soluzione. Al contrario, questo è il modo in cui si prolunga la violenza, il dolore, il lutto. Non sono naïve, so bene quanto sarà difficile , ma come hanno provato gli ultimi vent’anni, e ancora di più gli eventi di questo terribile Shabbat, tutta la forza militare del mondo non ci darà sicurezza e difesa. Quella politica è l’unica soluzione possibile. Siamo obbligati a provarci. E dobbiamo farlo da oggi”.