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Brandizzo, i magistrati ascoltano la testimone chiave: “I lavori non dovevano incominciare”

Tragedia di Brandizzo (Fonte Web) – CronacaLive.it

A pochi giorni dalla tragedia di Brandizzo, emerge la ricostruzione della testimone chiave: nuove ombre sulla morte dei 5 operai.

Kevin Laganà (22 anni), Michael Zanera (34 anni), Giuseppe Sorvillo (44 anni), Giuseppe Aversa (49 anni) e Giuseppe Saverio Lombardo (53 anni).

Questi sono i nomi delle 5 vittime del rovinoso incidente ferroviario di Brandizzo, decedute la sera del 30 agosto in seguito all’impatto con un treno in transito mentre effettuavano un’intervento sulle rotaie. Il caso di cronaca ha comprensibilmente scosso la penisola, e mentre i magistrati approfondiscono le dinamiche della tragedia, le associazioni sindacali continuano a denunciare l’impennata di casi di morti sul lavoro.

In questa cornice frenetica e dolente, nelle ultime ore è emerse la testimonianza di una dipendente delle Ferrovie 25enne. La lavoratrice avrebbe ripetutamente lanciato l’allarme dalla sala di controllo di Chivasso interfacciandosi con il collega sul posto, e la sua testimonianza è stata documentata in Procura ad Ivrea.

L’intricato caso dovrà vagliare molteplici aspetti; tra di essi l’eventuale inosservanza dei protocolli di sicurezza da parte dell’azienda o dei lavoratori coinvolti. Dovrà altresì appurare la presenza – o meno – del CDB, un dispositivo in grado di rilevare tramite dei sensori la presenza di rotabili sui binari.

Tragedia di Brandizzo: la testimonianza chiave

La 25enne avrebbe riferito a posteriori: “L’ho detto per 3 volte: i lavori non dovevano cominciare, perché era previsto il passaggio di un treno. Da me, nessun via libera“.

I suoi avvertimenti, però, sarebbero rimasti inascoltati, e tale eventualità avrebbe quindi favorito la tragica collisione della locomotiva con i 5 operai poi deceduti all’impatto. I pubblici ministeri nelle ultime ore hanno acquisito numerose documentazioni e materiali sensibili, ed avrebbero inoltre posto sotto sequestro l’attrezzatura maneggiata dalle vittime. Il caso giunge in un momento in cui le Procure italiane  risultano oberate di lavoro e strangolate dalla pressione dell’opinione pubblica, in particolare al termine di 2 settimane particolarmente prolifiche per la cronaca nera. Il capo dell’ufficio Gabriella Viglione ha infatti ammesso: “Inchieste come questa richiedono tempo, e da noi durano ancora di più, perché siamo pochi“. Le famiglie degli operai coinvolti nell’incidente, però, vogliono risposte, al pari della associazioni per i diritti dei lavoratori e degli amici delle vittime.

Tragedia di Brandizzo (Fonte Web) – CronacaLive.it

Brandizzo: chi sono gli indagati

Sono attualmente 2 gli indagati nel procedimento per omicidio e disastro ferroviario in forma di dolo eventuale. Il primo risponde al nome di Antonio Massa, ed ha ricoperto il ruolo di tecnico di RFI addetto alla scorta del cantiere di Brandizzo, mentre il secondo è stato identificato in Andrea Girardin Gibin, capocantiere delle Sigifer.

Quest’ultimo avrebbe evitato miracolosamente l’impatto con la locomotiva, tuffandosi a lato delle rotaie durante il suo passaggio, ed avrebbe quindi assistito al decesso dei compagni di squadra. Il suo legale ha asserito: “È molto provato ed addolorato per la perdita dei compagni di lavoro, che erano anche amici. Ha vissuto un’esperienza unica nella sua drammaticità: era sul binario, è riuscito a scansarsi, ma ha visto la morte in faccia, e la morte colpire gli altri“.