MULTAN / Si chiama Giovanni Lo Porto, palermitano di 38 anni, il volontario italiano sequestrato il 19 gennaio in Pakistan, più precisamente a Multan nella provincia centro occidentale della regione del Punjab. Lo Porto è stato sequestrato da un commando armato insieme ad un collega tedesco di 45 anni. I due volontari lavorano per una Organizzazione non governativa tedesca che si occupa di aiutare le popolazioni colpite dalle inondazioni.
La notizia del rapimento è stata data da una emittente locale, Geo Tv (GUARDA IL SERVIZIO), e confermata dalla Farnesina che vuole però mantenere una linea di riserbo per “non compromettere gli sforzi per giungere alla liberazione degli ostaggi”. Il portavoce ha spiegato che “sono stati attivati tutti i canali utili per seguire da vicino la vicenda e promuoverne la positiva soluzione” e che “non è escluso che i due siano stati prelevati da agenti dell’intelligence che li tratterrebbero per interrogarli”.
Secondo una prima ricostruzione l’italiano era arrivato giovedì mattina a Multan e con il collega tedesco si erano recati a Kot Addu per verificare lo sviluppo di un progetto di sostegno agli alluvionati della zona finanziato dalla ong tedesca. Testimoni oculari hanno riferito che quattro uomini mascherati sono entrati negli uffici della ong e hanno portato via i due cooperanti con un’automobile verso una destinazione sconosciuta puntando loro una pistola e costringendoli ad indossare un vestito tradizionale pachistano.
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