ROMA / “C’è una straordinaria sottovalutazione e una supponenza impressionante da parte del governo nel non capire le conseguenze di questa riforma che rappresenta un intervento brutale sui prossimi 6-7 anni per tante persone che non potranno accedere alla pensione”. Così la leader della Cgil, Susanna Camusso, che continua la sua battaglia contro la riforma delle pensioni elaborata in seno al governo Monti (GUARDA IL VIDEO CON LE PRIME DICHIARAZIONI). Camusso, in una intervista al Corriere della Sera, continua e dice: “C’è un livello di aggressione nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici, che, fatto da una donna, stupisce molto”.
La leader della Cgil ha spiegato che “nella riforma c’è una norma programmatica che affida a una commissione di studiare la possibilità che i lavoratori spostino una parte dei contributi previdenziali dal sistema pubblico alle assicurazioni private. Questa è una riforma per smontare il pilastro delle pensioni pubbliche”. La Camusso insiste e, senza mezzi toni, si rivolge al ministro per il Welfare, Elsa Fornero spiegando di non ritenere corretto da parte sua di “tirare in ballo a sproposito Lama, perché lei (Elsa Fornero, ndr) ha fatto esattamente una riforma contro i suoi figli, anzi i suoi nipoti”.
Nessuna replica da parte del ministro, che superato, per così dire, lo scoglio della fiducia della riforma al Senato, ora pensa a rinnovare il mercato del lavoro: “Il primo traguardo da raggiungere è il superamento del precariato con l’introduzione di nuove forme contrattuali che permettano anche alle new entry di avere una retribuzione. E non solo”. E così il responsabile del Welfare non esclude ritocchini all’articolo 18: “Un contratto unico – spiega il ministro del Lavoro – che includa le persone oggi escluse e e che non tuteli più al 100 per cento il solito segmento iperprotetto. Noi purtroppo, in un certo senso, abbiamo vinto contro i nostri figli, ora non voglio che ci sia una ricetta unica precostituita, ma anche che non ci siano totem e quindi invito i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte”.
IN EVIDENZA