ROMA / Non solo 40 centimetri di nevi hanno salutato i cittadini di Roma stamane, ma anche le polemiche tra il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno, e il capo della protezione civile Franco Gabrielli. “Avvieremo un’inchiesta – aveva tuonato il sindaco – i bollettini meteorologici erano tutti sbagliati, e abbiamo dovuto affrontare da soli, e con solo le nostre risorse, l’emergenza”. Poco prima di invitare i cittadini a stare a casa a spalare la neve (GUARDA IL VIDEO), Alemanno aveva dichiarato: “Nel bollettino meteo di giovedì si parlava di 35 millimetri e la sera di 10-15 centimetri. Mi sembra che la realtà sia diversa”.
E su questo il sindaco ha ragione, è diversa. Ma a dare la giunta motivazione sembra essere il Dipartimento della Protezione civile che replica, come Gabrielli non ha saputo fare, alle affermazioni del sindaco: “I 35 millimetri previsti su Roma, cui ha fatto riferimento il sindaco Alemanno, sono riferiti a cumulate di precipitazione di acqua equivalente e se riferiti a neve, si trasformano in centimetri”. Linguaggio scientifico, potrebbe suggerire qualcuno a difesa del primo cittadino, ma la Protezione civile gioca d’anticipo e ancor prima di attendere le repliche del comune dice: “I tecnici che leggono le previsioni e le traducono in informazioni intelligibili per tutti, sanno bene che 1 millimetro di acqua corrisponde a circa 1 centimetro di neve. Quindi, i 15-35 millimetri, se riferiti a neve, si trasformano in centimetri. Inoltre, è bene sottolineare – si legge sempre nella nota – che il Dipartimento non ha competenza sulla vidimazione dei piani comunali di protezione civile, anche perchè sarebbe complicato farlo su 8.092 comuni; i dubbi sull’adeguatezza, stante le rassicurazioni del comune giunte anche attraverso i media, non sono sorti prima del verificarsi dell’evento calamitoso, ma nella fase della sua applicazione”.
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