20 dicembre 2011 - 20:07

Napolitano, “dovere evitare le urne”

Giorgio Napolitano

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

ROMA / Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mette il punto sulle critiche sulla “democrazia sospesa”. Usare questa dicitura è, per il presidente della Repubblica, “grave”.
“Col decreto in via di approvazione in Parlamento si pongono difese e premesse ma la strada è lunga e in salita. Possiamo farcela, non mi stanco di ripeterlo, solo attraverso un grande sforzo collettivo, una grande mobilitazione morale, civile e sociale”. La crisi è al centro dei pensieri di Napolitano: il 2011 è “l’anno in cui è stato scosso e messo alla prova il progetto europeo e si sono concretizzati per il nostro paese rischi assai gravi, dinanzi ai quali non hanno retto i preesistenti equilibri politici e si sono fatte sempre più stringenti nostre antiche e recenti contraddizioni e insufficienze”.
Sempre a proposito dell’Europa Napolitano ha aggiunto: “È verso un’Europa più federale che è giocoforza muoversi. È di qui che passa l’affermazione non solo di una cultura della stabilità ma anche una cultura dello sviluppo e di una nuova strategia di crescita per l’Europa: quella che oggi latita nonostante l’incombere della recessione”.
A proposito della situazione italiana Napolitano ha sottolineato come intervenire per evitare lo scioglimento delle Camere fosse un suo “preciso dovere istituzionale”. “La lunga, irriducibile contrapposizione, al limite dell’incomunicabilità” determinatasi tra i partiti politici “ha reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione di governo come il presidente incaricato ha potuto ben presto constatare”. Occorreva, secondo Napolitano, scongiurare uno “scontro elettorale devastante”. “La soluzione della crisi non si è collocata nei binari di un ordinario succedersi alla guida del Paese di schieramenti che hanno ottenuto la maggioranza nelle elezioni”. Tuttavia “né forzature né strappi ci sono stati rispetto nell’ordinamento costituzionale”.

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