24 gennaio 2012 - 18:20

Le intercettazioni di Schettino: “inclinava, sono sceso”

Francesco Schettino

Francesco Schettino

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Tutto esaurito per la Costa Neoromantica
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Costa Concordia, nuovo allarme

GROSSETO / Le intercettazioni ambientali di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, potrebbero svelare nuovi dettagli dell’indagine. Sono state rilevate mentre Schettino si trovava nella caserma dei carabinieri di Orbetello lo scorso 14 gennaio, dopo il naufragio. Schettino stava parlando al telefono.
“Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso”: questo uno dei primi stralci riportati. “Quello che a me mi fa onore che abbiamo salvato tutti quanti, tranne questi qua [riferito alle vittime] che se non l’avessi fatto….io ho visto che so stato in giro a prendere la gente a mare e sono sereno così come un….”.
Schettino parla anche dell’usanza dell’inchino: “Fabri, per dar retta al manager, passa da lì, passa da lì…ma qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto perchè mi hanno rotto il c…, passa di là, passa di là, la secca c’era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato”.
“Non lo so, non lo so, non lo so. Io so che ho la coscienza… ho fatto tra virgolette non so se definirla un’imprudenza, ma comunque nei limiti della mia consapevolezza” continua Schettino. “Lo squarcio è stato immenso, ci stava uno spuntone di roccia, poi tutto quello che è successo da quel momento l’ho fatto nel massimo della mia professionalità e questo potrebbe alleviare o quantomeno dare l’illusione di stare in pace con la coscienza”.
“Eravamo passati a 0,28 (miglia – ndr) e lo scoglio l’abbiamo preso lateralmente. Tutti i venerdì passavamo a cena, adesso perchè hanno rotto il c…, salutiamo a Palombi, salutiamo o vento, ed ecco qua adesso, ho pagato tutto quello che si sa”, conclude il comandante.

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