NEW YORK / Almeno 300 “indignati” sono stati arrestati a Oakland, in California nel corso di una manifestazione finita in scontro tra forze di polizia e dimostranti, al termine dello smantellamento degli accampamenti allestiti dal movimento “Occupy Oakland”.
Secondo quanto riferito dal capo della polizia Howard Jordan, gli indignati dopo aver occupato il centro congressi della città, almeno in 2000, hanno puntato dritto al municipio e qui si sono serviti di pietre, bottiglie e razzi per sfondare il portone, distruggere un quadro elettrico della sede, dopo aver provocato vari danni e bruciato la bandiera americana.
La polizia è intervenuta per sedare i tafferugli servendosi di gas lacrimogeni e granate fumogene. Il sindaco di Oakland, Jean Quan, ha ordinato alle forze dell’ordine di continuare a presidiare la City Hall, per prevenire nuovi attacchi dei manifestanti, condannando la “violenza” messa in atto dagli indignati.
“Sembrava volessero attirare l’attenzione e che aspettassero un errore da parte degli agenti di polizia”, ha detto il primo cittadino di Oakland parlando dei manifestanti, la risposta degli ultimi non si è fatta attendere, in un comuinicato via web hanno fatto sapere, “un atto di disobbedienza civile costituzionalmente protetto è stato interrotto in maniera brutale dalla polizia”.
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