Le prossime saranno le ore più delicate. L’arrivo del maltempo, con onde alte fino ad un paio di metri secondo le previsioni, è il peggiore degli incubi all’isola del Giglio. La nave Costa Concordia rischia infatti di spostarsi e inabissarsi.
Il gigante dei mari, come una grande balena spiaggiata, è ruotato di un oltre un metro e mezzo nelle ultime ore. Se dovesse affondare del tutto, le operazioni di recupero del carburante diventerebbero estremamente problematiche.
Non che non lo siano già. La Costa Concordia ha in totale 20 cisterne posizionate su due lati. Quelle sommerse sono difficilmente raggiungibili.
La nave è appoggiata ad una scarpata che porta ad una profondità variabile tra i 50 e i 90 metri. Il ministro dell’ambiente Clini ha messo in guardia dal pericolo che le mareggiate possano provocare l’inabissamento.
Per le stradine dell’isola, intanto, nelle ultime ore si vedono sempre più uomini della Smit, la società olandese incaricata di circoscrivere la possibile fuoriuscita di carburante.
A rischio tutta l’area dell’argentario, uno dei paradisi per le immersioni con specie molto rare, come le praterie di posidonie, il coralligeno e le alghe calcaree. Il relitto contiene tutta una serie di sostanze tossiche, dalle plastiche ai metalli pesanti, che se immersi in acqua per molto tempo potrebbero sciogliersi e finire nella catena alimentare.
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