21 gennaio 2012 - 17:24

Come spostare la Costa Concordia? Animazioni 3d

La prima operazione è quella di tappare le falle. Allo studio l'uso di palloni gonfiabili.

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La nave Costa Concordia

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Tutto esaurito per la Costa Neoromantica
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Costa Concordia, nuovo allarme

Come spostare la Concordia? Sarà possibile rimuovere questo gigante dei mari alto quanto la torre di Pisa, lungo 3 volte un aereo?
Le soluzioni sono in fase di studio in queste ore. Le animazioni tridimensionali ci aiutano a capire come potrebbero intervenire le squadre specializzate.
La priorità numero 1, dopo la rimozione del carburante e una volta concluse le ricerche, è tappare le falle. A quel punto sarà possibile avere un quadro chiaro su come procedere. Se la nave è poco danneggiata, con l’ausilio di palloni gonfiabili potrebbe essere raddrizzata. Per usare i palloni galleggianti bisognerebbe prima però piantare in mare enormi pali. Appena rimessa in galleggiamento, entrerebbero in azione i rimorchiatori che potrebbero trainarla.
La società che se ne occupa è la Smit, la stessa che rimosse il sottomarino nucleare russo Kursk.
In alternativa per sollevare l’intera nave ci vogliono delle gru marine molto potenti, come la Saipem 7000 che ha due gru da 7000 tonnellate.
Lo scenario peggiore è invece di essere costretti a rottamare la nave sul posto e portarla via pezzo per pezzo. Le dimensioni notevoli (293 metri di lunghezza e un peso di 114.500 tonnellate) rendono le operazioni particolarmente difficili.
Sono pochi i precedenti. In Italia nel 2010 toccò al mercantile bulgaro Burgas, incagliato nel fondale sabbioso della spiaggia di Castellaneta marina, a Taranto, essere trascinato via. Le operazioni furono dirette dai marinai della Capitaneria di porto di Taranto: dopo essere stata posta in galleggiamento la nave fu rimorchiata. Per disincagliare il mercantile, fu utilizzato il «Salamander», un potente aspiratore giunto dall’Olanda: ci vollero 40 giorni per far guadagnare all’imbarcazione i 70 gradi necessari per raddrizzare la prua, agganciata a due cavi, verso il mare aperto. Dopo di che furono i Rimorchiatori napoletani a trascinare via il relitto.
Se la Concordia dovesse inabissarsi però tutto cambierebbe e le operazioni diventerebbero ancora più complesse, col gravissimo rischio di un disastro ambientale.

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