MESSINA / Una rivelazione che ha lasciato parenti, amici e compagni di squadra sotto shock, a distanza di 22 anni sul calciatore Denis Bergamini. In base ai primi risultati dei Ris di Messina, Bergamini fu investito dal tir quando era già morto, non vi si lanciò contro spontaneamente per togliersi la vita.
Tutto risale al 1989, il calciatore del Cosenza che si trova in ritiro con il resto della squadra, viene chiamato al telefono, a Roseto Capo Spulico e lascia i compagni senza dare spiegazioni, fuggendo via di corsa in macchina.
Più tardi si viene a sapere che aveva raggiunto Isabella Internò, sua ex fidanzata, con la quale ultimamente c’erano stati dei dissidi.
La donna riferisce di un loro litigio, al termine del quale il calciatore si lancia sotto un camion e muore.
Amici e compagni di squadra mettono subito in discussione la tesi del suicidio. Denis è un calciatore ormai con una discreta fama, ha voglia di vivere, molti progetti, fra cui anche un viaggio che vorrebbe fare in Sudamerica. I rilievi compiuti sull’auto, l’orologio, le scarpe e la catenina, non sono congruenti con il presunto trascinamento sull’asfalto del corpo, per decine di metri, i suoi effetti personali risultano intatti. Ma il caso viene chiuso con la dichiarazione che Bergamini aveva deciso volontariamente di uccidersi, anche se nel corso degli anni si parla di omicidio, probabilmente legato agli ambienti della malavita calabrese, forse allo spaccio di droga.
Il Quotidiano della Calabria oggi cita i risultati di una autopsia sul corpo effettuata all’epoca, l’assenza di lesioni al capo, al torace, agli arti superiori, alle ginocchia fa escludere che si possa trattare di una morte, quella di Bergamini, causata dallo schiacciamento di uno pneumatico, su un corpo disteso a terra supino, con la faccia riversa sull’asfalto.
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