MILANO / Il leader della Lega Nord Umberto Bossi è in piazza contro il governo Monti e invita Berlusconi a far cadere un esecutivo che “aiuta le banche contro la povera gente”, dice il senatur e spiega, “uno che viene da una grande banca che ha fatto fallire il mondo, le banche non le tocca, tocca i meno abbienti”.
Cerca di convogliare verso il suo partito tutto il malcontento delle “classi medie”, Umberto Bossi, trascinando la protesta in piazza contro le misure volute dal governo Monti, per liberalizzare molti comparti del settore dei servizi e ripianare il debito pubblico.
Al sud c’è la protesta dei Forconi, al nord invece Bossi approfitta della sua posizione all’opposizione per cucire gli strappi all’interno della Lega e fare il pieno di consensi fra elettori vecchi e nuovi.
Le divisioni all’interno del partito però, non tardano a farsi notare, Bossi ruba la scena a Maroni che sta per prendere la parola e viene fischiato dalla gente, poi il senatur invita l’ex ministro degli Interni e Reguzzoni a “stringersi la mano” e cerca di recuperare applausi dalla piazza.
“Alle amministrative possiamo andare da soli e vincere”, fa sapere il numero uno della Lega, e poi aggiunge, “non siamo mai stati divisi, eravate voi che lo speravate, ma sapevo che non sarebbe successo niente”.
Poi sugli scandali giudiziari che hanno coinvolto esponenti della Regione Lombardia, il Senatur commenta: “se andiamo avanti così andremo alle elezioni”.
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